Bianco, bianco, bianco… pure troppo. E’ il colore che ci ha circondati praticamente ovunque in Italia nelle ultime settimane.
Bianco è anche il colore che più circonda la protagonista della nostra intervista. Ma non solo bianco: diciamolo, colori (e profumi) sono la parte essenziale del suo lavoro.
Entro nel suo negozio, “La Sposa Vispa“, ci salutiamo e la mia ospite mi fa accomodare su un divanetto dallo stile elegante e fresco che si sposa bene con lo spazio che ci circonda. E si comincia…
Marco D’Andrea: “Apro la tua carta d’identità: Nome, cognome, professione (lasciamo rispettosamente un velo di mistero su età, altezza, colori di capelli e occhi).
“Mi chiamo Francesca Di Pumpo, sono una Wedding Planner e Flower Designer mi occupo dell’organizzazione di matrimoni e eventi.”
MD: Potresti spiegare a noi profani in cosa consiste più precisamente il tuo mestiere?
FDP: Il lavoro del flower designer consiste nel creare atmosfera durante un matrimonio, o qualsiasi altro evento. In questi ultimi tempi si tende a rendere ogni evento unico nel suo genere, la progettazione di un evento richiede una assoluta cura ad ogni minimo particolare, al materiale che si adopera ad esempio, nel mio caso i fiori, e alla continua ricerca di nuovi abbinamenti di fiori, tessuti, vasi e altri complementi.
MD: Quando hai scoperto questa passione? Quando hai capito che sarebbe potuta diventare una professione? C’è stato un episodio particolare che ti ha fatto comprendere che questa era la tua strada?
FDP: Questa passione evidentemente è sempre stata dentro di me….fin da piccola cercavo di organizzare qualsiasi evento anche piccolo, avevo questa mania di personalizzare un po’ tutto quello che facevo, dovevo sistemare secondo un certo gusto estetico personale tutto ciò che mi circondava. Ho iniziato a occuparmi degli allestimenti per i matrimoni e me ne sono innamorata, quindi ho deciso di dedicarmi all’intera organizzazione.
MD: Hai frequentato dei corsi specifici? Pensi che queste scuole possano essere un valido aiuto per la formazione di un professionista del tuo ramo ?
FDP: Non ho frequentato nessun corso di florist, ho fatto molta gavetta in un negozio di fiori, facevo di tutto, anche consegne. Poi nell’ultimo anno ho deciso di frequentare un corso di wedding planner, con il maestro di tutti i wedding planner, Enzo Miccio (uno dei più conosciuti volti di rete di RealTime, conduttore di “Wedding Planner”, ndr.).Non è stato un vero e proprio corso di formazione, ma mi è servito per fare miei alcuni segreti e rendermi definitivamente conto che quella era la starda che avrei percorso in futuro.
MD: Insomma possiamo dire che il tuo lavoro ha due volti: quello di florist e quello di wedding planner…
FDP: Anzi potrei addirittura affermare di svolgere due lavori! La professione del wedding planner è particolarmente impegnativa, faticosa, piena di responsabilità… ma che alla fine ti ripaga con grandi soddisfazioni.
MD: Dove sono nate le professione di florist e di wedding planner?
FDP: Queste due professioni hanno origine in America, in particolare quella del WP. Guardando i matrimoni inscenati nei loro film mi accorgo della differenza tra i loro incredibili allestimenti e quelli della tradizione italiana completamente opposta, un po’ troppo basic se vogliamo, che si limita a mettere qualche fiore negli angoli, mentre negli Stati Uniti riempiono chiese e location di colori e profumi. E’ cosi’ che un evento, un matrimonio in questo caso, non si dimentica facilmente.
MD: Come hai detto, nel tuo percorso formativo, puoi vantare anche gli insegnamenti di Enzo Miccio, uno dei volti di rete più rappresentativi di Real Time, scoppiettante conduttore di alcuni programmi di questo canale come “Ma come ti vesti?” e “Wedding Planner”. Tra i suoi insegnamenti te ne è rimasto uno in particolare, un consiglio professionale o per dirla a suo modo, un “mai più senza”?
PDF: ho avuto la fortuna di conoscere Enzo Miccio, posso dire che da questa esperienza ho dei ricordi molto positivi. Un “mai piu’ senza” potrebbe essere sicuramente la sua mania per la cura del dettaglio, quello che faccio deve essere sempre perfetto.
MD: L’ Italia è un paese bellissimo, ma pare che noi italiani non ce ne rendiamo conto, al contrario molti stranieri sempre più spesso vengono in Italia alla ricerca di una cornice adatta alla realizzazione del loro sogno. È solo una mia impressione o c’è del vero?
PDF: E’ verissimo, molti stranieri vengono nel nostro bellissimo Paese per sposarsi , le location più ambite sono Capri, Venezia, posti di lago, come lago di Como e ora anche il lago di Garda. Ultimamente però si sono spostati un po’ più al Sud, in particolare sono gettonatissime le masserie pugliesi. Alcuni italiani invece concentrano tutta l’attenzione al banchetto nuziale, tendono a deliziaresolo il palato, quando invece si potrebbero soddisfare anche gli altri sensi grazie alle preziose cornici paesaggistiche del nostro paese.
MD: Crisi, crisi, crisi! Non c’è dubbio che la situazione economica mondiale sia molto grave. Come hai risentito di questo momento difficile nella tua professione?
PDF: E’ un brutto momento, la crisi ha colpito, e tanto… ora la maggior parte delle persone tende al matrimonio fai-da- te, anche se qualche domanda, qualche dubbio resta sempre e non capita di rado di ricevere qualche mail con richieste di aiuto…
MD: Tra i diversi matrimoni che hai organizzato, c’è n’è uno che ti è rimasto particolarmente impresso?
PDF: La nipote di un famoso personaggio milanese…ma non mi è rimasto in mente solo per l’esclusività dell’evento, è stato il matrimonio piu’ emozionante che abbia organizzato, con pochi invitati, raccolto e molto semplice, la sposa aveva un abito lineare e corto, e ancora più importante lei era emozionata, felicissima e lo trasmetteva! Bello…
MD: Mille e più sono i modi per organizzare un matrimonio,tanti quanto i fiori e i colori che si vogliono utilizzare, ma c’è uno “stile” che va per la maggiore, delle specie floreali più richieste? Ti va di azzardare un “pronostico” sui trend per la nuova stagione in fatto di flower design e wedding planning?
PDF: Ogni matrimonio è sempre diverso uno dall’altro, ma non si abbandona mai l’allestimento bianco e verde, sempre molto classico. Eppure, secondo me, è perché si ha po’ paura di azzardare…. in natura esiste una varietà di sfumature e colori emozionanti, ci si può sbizzarrire più che mai. Comunque dopo aver esposto alla fiera di Vaprio d’Adda Sposidea, ho capito che molte sposine sono affascinate dallo stile “campagnolo chic”. Avevo un stand con camomilla gipsophila, garofanini bianchi che assomigliano a roselline e alberi d’ulivo…devo dire che ha avuto molto successo.
MD: Nel test psicologico dei miei “tre giorni” del militare mi sono ritrovato a fronteggiare la mitica domanda “ Ti piacciono i fiori? Vorresti fare il fioraio?”. A parte che ancora oggi non comprendo il legame psicologico tra le due domande, che NON sono diventato un fioraio, che i fiori non mi dispiacciono ma che ho un pessimo pollice verde al quale resistono eroicamente solo i cactus, ma a prescindere da tutto questo la mia domanda è: se non avessi fatto la flower designer, quale sarebbe stato il tuo lavoro?
PDF: Se non fosse esistita questa professione… avrei fatto l’architetto o la restauratrice… adoro l’architettura e la storia dell’arte, non per niente mi sono diplomata, al Primo Liceo Artistico Hajech di Milano con indirizzo architettura.
MD: Il sogno nel cassetto: qualcosa che vorresti creare e ancora non hai avuto il modo di realizzare?
PDF: Domanda difficile, ma molto spesso immagino Milano più ordinata e un po’ più allegra… mi piacerebbe dare un nuovo tono alla città, ogni via vestita a tema… almeno ci allontaneremmo un po’ da tutto questo grigio!
Ringrazio Francesca e la saluto accettando un fiore che mi metto all’occhiello. Del resto lo stile risiede nei particolari, lo sappiamo noi architetti e lo sanno i wedding planner…
Siete curiosi di conoscere meglio Francesca e il suo lavoro? andate a trovarla sul suo sito o su Facebook e perchè no, anche di persona nel suo negozio in via Lazzaro Papi 9 a Milano, vi accoglierà con un sorriso come fa sempre! (e ditele che vi manda Atelier Architettura!)
M.D.











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